È stato uno straordinario personaggio amalfitano padrone di una cultura impressionante e la sua scomparsa addolorò tantissima gente in tutta la costiera ed in Campania. Nei lontani anni ’60 fu tra quelli che ad Amalfi incominciò a proporre manifestazioni di grande spessore culturale e con un impatto mediatico capace di dare una spinta efficace alla promozione turistica di cui in quel periodo la zona aveva bisogno. Insieme al dr. Giuseppe Liuccio, un’altra straordinaria persona che ha fatto tantissimo per Amalfi e per l’intera Costiera, ideò una campagna promozionale a Milano e Torino, importanti mercati italiani che in quel momento potevano arginare la crisi del dollaro e della sterlina anche se, purtroppo, fu forse la prima e l’ultima volta che la Costiera si mosse unitariamente da Vietri sul mare a Positano, portando ad esibirsi i tarantellisti di Ravello, Bruno Venturini, Achille Millo e Fausto Cigliano e quel grande affabulatore di poesia e di bellezza che era il Maestro Alfonso Gatto. Erano altri tempi che purtroppo ci sembrano tanto lontani e probabilmente irripetibili. Da amalfitano verace, visto che si sposò a Roma, Falcone scelse la Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale, non a caso lo stesso Santo protettore di Amalfi, un luogo di culto cattolico della capitale situato nel rione Monti, prospiciente la facciata della Manica Lunga del palazzo del Quirinale. Nel corso degli anni non trascurò mai di impegnarsi per portare avanti tante iniziative come l’Accademia di Cucina Conventuale Altomedievale, nella splendida cornice dell’Hotel Cappuccini Convento, con cene dai menu storici in costumi d’epoca, alcune delle quali commentate dall’inseparabile dr. Liuccio in una trasmissione prodotta dalla RAI e dalla NCK che in Giappone registrò circa 25 repliche, che servirono l’anno successivo a far arrivare in costiera i primi turisti del Sol Levante. Ezio Falcone diresse poi il Centro di Storia e Cultura Amalfitana dove, grazie alla passione di storico rigoroso ed alla professionalità acquisita negli anni nel settore della gastronomia, si affermò come ricercatore serio e scrupoloso con una mole di articoli e di pubblicazioni che riuscirono a catturare il consenso a livello nazionale ed internazionale, cosa questa che ha lasciato in eredità ad Amalfi e a tutta la costiera. Falcone si impegnò sempre per riuscire ad ottenere i fondi per organizzare qualcosa di interessante ed a reperire qualche relatore di prestigio nei convegni per rendere l’evento più prezioso. La Sua ultima avventura fu quando, sempre insieme al dr. Liuccio, ideò un evento che ancora è vivo in Costiera amalfitana, il Gustaminori, che in seguito fu anche impreziosito dal Premio di Letteratura Enogastronomica e che è diventato negli anni punto di riferimento di editori, autori e giornalisti del settore dell’Italia e dell’Europa. Il dr. Liuccio, quando Ezio venne purtroppo a mancare, con grande commozione scrisse: “Caro amico mio, erano queste le cose che avrei voluto dirti, nell’ultimo addio nel Duomo di Amalfi, se gli anni che pesano, le ingiurie dell’inclemenza del tempo e la forte emozione non mi avessero sconsigliato un viaggio da Roma ad Amalfi. Te le testimonio in una agorà più vasta, quella mediatica, aggiungendovi che Tua moglie Rita perde un marito esemplare, i Tuoi figli Teresa ed Alfonso, un padre di cui andare orgogliosi, Fulvio un fratello straordinario, io un amico sincero, Amalfi e la costiera una intelligenza rara ed una risorsa di grande spessore ma anche di profonda umanità. Da oggi siamo tutti più poveri. Ma Tu, caro Ezio, non sei passato invano e ci lasci in eredità un insegnamento di vita all’insegna della cultura e del buongusto. Tutti diranno: se ne è andato una persona perbene, un gran signore. Ed ora, amico mio, dovunque tu sia nell’aldilà, alla mia fantasia di poeta piace immaginarTi a cavallo di una nuvola a volo di cielo, conservami un posto. Prima o poi Ti raggiungerò e continueremo il nostro dialogo interrotto sulle idee ed i progetti per Amalfi, che per Te è anche città di nascita, ma che per tutti e due è stata ed è luogo dell’anima scelta e, spesso, esibita ed ostentata con orgoglio per elezione d’amore. Ciao! E che la terra non Ti sia di troppo peso! Dopo queste parole del Suo carissimo amico Liuccio credo che è impensabile poter aggiungere altro, se non che sono certo che rimarrà indelebile, in quanti lo hanno conosciuto, il ricordo di un gran Signore che ha fatto tanto per la Sua e per la nostra Costiera.