Zucchine alla scapece

INGREDIENTI per 4 persone

  • 1200 Grammi di zucchine fresce
  • 1 Decilitro di aceto bianco
  • 4 Decilitri di olio di semi di arachide
  • 1/2 Decilitro di olio extra vergine di olive
  • Abbondanti foglioline di menta
  • La giusta quantità di sale fino

Optional

  • Peperoncino piccante

PROCEDIMENTO

Prendo le zucchine e le lavo bene esternamente, poi le asciugo e le taglio rondelle di circa mezzo centimetro di spessore. Le metto quindi poche per volta a friggere in abbondante olio di semi bollente e quando sono leggermente colorite le giro per farle friggere anche dall’altra parte, ed infine le scolo. Le sistemo quindi in un piatto da portata, le condisco con il sale fino, qualche goccia di aceto, un filo leggero di olio extra vergine di olive, qualche tocchetto di aglio e la menta a pezzetti. Dopo aver sistemato le prime zucchine, continuo con pazienza a friggere le altre e ripeto l'operazione fatta in precedenza fin quando non finiscono tutti gli ingredienti e a questo punto non mi resta che decorare con rametti di menta ed aggiungere un poco di peperoncino, chiaramente se tutti i commensali lo riescono a mangiare. Quando c'è la presenza dell'aceto in un piatto, non è facile riuscire a consigliare qualcosa da bere anche se, ad accompagnare questo saporito piatto sono certo che può andare più che bene il vino rosso di Gragnano che è leggermente frizzante e che è bene tenere almeno un'ora nel frigorifero prima di berlo. È un vino molto versatile, ribelle, dal colore rosso rubino, come viene descritto nel disciplinare della Penisola Sorrentina, spesso è frizzantino con una gradazione che si aggira intorno al 10% - 11%, e viene ottenuto dall'unificazione di vari vitigni a bacca rossa, lo sciascinoso, il piedirosso e l'aglianico. Un vino ottimo da gustare anche da solo o per accompagnare pietanze sia di pesce che di carne, verdure e formaggi.

Curiosità

Le zucchine alla scapece sono una preparazione tipica campana ed il termine scapece, di origine spagnola, sta ad indicare una preparazione basata sulla frittura dell’ingrediente in questione, in genere pesce o verdura, e la successiva aromatizzazione nell’aceto. Questa preparazione è molto simile a quella al carpione che è molto utilizzata in Piemonte e a quella al saor, tipica del Veneto. Tutte queste soluzioni nacquero in origine per conservare meglio e più a lungo gli alimenti e poi divennero ricette tipiche e tradizionali, anche grazie al fatto che sono ottime sia come antipasto insieme a crostini di pane, che come contorno. Molti studiosi attribuiscono il nome e l’origine di questo piatto, a base di aceto e menta, al termine ex Apicio, dal nome di un famoso cuoco dell’Antica Roma, Marco Gavio Apicio che visse dal 25 avanti Cristo al 37 dopo Cristo e che spesso era presente nella terra partenopea per deliziare i nobili durante le loro sfarzose feste.