Il filoscio, la frittatina napoletana

INGREDIENTI per 4 persone

  • 6 Uova intere fresche
  • 80 Grammi di formaggio pecorino grattugiato
  • 60 Grammi di burro
  • 80 Grammi di fior di latte
  • 60 Grammi di prosciutto cotto
  • La giusta quantità di olio extra vergine di olive
  • Prezzemolo in quantità sufficiente
  • Sale quanto basta

Optional

  • Pepe a piacere

PROCEDIMENTO

È questa una storica ricetta napoletana che può sembrare di scarsa importanza se la si inserisce in un libro di cucina regionale, ma io faccio volentieri perché, anche grazie alla semplicità della sua preparazione, può dare un’idea a chi ha poca fantasia o a chi in qualche occasione vuole risolvere abbastanza velocemente il problema del pasto. Quando decido di preparare questa frittata sguscio le uova in una terrina, aggiungo il sale necessario e le sbatto con una forchetta giusto il tempo necessario, senza esagerare perché si potrebbero sfibrare. Lavo poi bene il prezzemolo, lo trito finemente e lo aggiungo alle uova insieme ad un poco di pepe, che è comunque facoltativo, al pecorino grattugiato, alla mozzarella spezzettata e al prosciutto cotto tagliato a dadini. Mischio bene e poi metto a riscaldare l’olio extra vergine d’olive in una padella larga insieme ad una noce di burro e vi verso dentro il composto ottenuto con le uova e tutti gli altri ingredienti. Faccio cuocere prima da un lato, poi giro la frittata per farla cuocere anche dall'altra parte, e non appena mi accorgo che è cotta al punto giusto la sistemo su di un piatto da portata e la faccio servire subito ancora ben calda. Consiglio di fare come faccio io, cioè di non cuocerla eccessivamente, e di accompagnarla con una birra artigianale speciale St. Mary prodotta dall'azienda B1080 di Battipaglia, che penso possa essere la bevanda più adatta da abbinare a questo sfizioso piatto della tradizione napoletana.

Curiosità

Il filoscio fila in quando la mozzarella, ammorbidendosi, diventa elastica, e proprio questi fili di mozzarella o fiordilatte hanno dato questo strano nome a questa frittata napoletana che presento in questa ricetta. Le uova che da sempre fanno parte del menu settimanale delle famiglie contadine sono molto presenti nella dieta mediterranea e spesso sono preparate a frittata anche perché, nei tempi passati, quasi ogni famiglia possedeva le galline che crescevano nei campi dove erano libere di mangiare ciò che trovavano, e che ogni giorno facevano le uova e di sera venivano poi portate in qualche posto recintato o addirittura nella stessa casa dei contadini. La frittata ha origini antiche perché le uova rappresentano da sempre uno degli alimenti principali e, nonostante la stessa si associa al pranzo dei poveri, spulciando alcuni reperti storici ho letto con piacere che nel 1535 fu preparata proprio una frittata per rendere onore a Carlo V° di Spagna che soggiornò alla Certosa di Padula nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Normalmente le uova si possono conservare anche per un paio di settimane in un ambiente refrigerato a circa 3 gradi ed è bene mangiare qualche uovo ogni tanto anche se contengono una discreta quantità di colesterolo. In verità è un alimento molto nutriente oltre che economico e poco calorico, difatti contiene l'11,5% di sali minerali, l'11% di grassi e il 12% di proteine che, grazie al loro contenuto di aminoacidi essenziali, presentano il più elevato valore biologico fra tutte le proteine alimentari. È bene non conservare le uova in ambienti in cui siano presenti odori intensi perché il guscio è permeabile agli aromi e, sempre per lo stesso motivo, è preferibile non lavarle mai.