Sergio Bruni nacque a Villaricca il 15 settembre del 1921 ed a 9 anni si iscrisse ad una scuola serale di musica, diventando suonatore di clarinetto dopo 2 anni. Cominciò allora a frequentare la scuola di canto organizzata da Gaetano Lama e dal cantante Vittorio Parisi e dopo pochi mesi, il maggio 1944, presentato da quest’ultimo, debuttò ufficialmente come cantante al Teatro Reale di Napoli. L’anno dopo entrò da protagonista nel mondo della canzone vincendo un concorso per voci nuove bandito dalla Rai, e la fase finale si svolse al Teatro delle Palme di Napoli il 21 ottobre, e trionfò classificandosi primo con 298 voti contro i 43 del secondo classificato. La vittoria gli fruttò un premio di 3000 lire ed un contratto con Radio Napoli. La fine degli anni ’40 furono cruciali per la sua vita e la sua carriera di cantante. Nel 1949, scritturato dalla casa editrice La Canzonetta, partecipò alla sua prima Piedigrotta ed ottenne un clamoroso successo con la canzone “Vocca ‘e rose”. Nel giro di pochi anni raggiunse altri successi con “Surriento de nnammurate”, “‘A rossa” e “‘O rammariello”, “‘A luciana” e “Chitarrella chitarre'”, “Vienetenne a Positano” e “Piscaturella”. Così partecipò a quasi tutti i Festival della Canzone Napoletana, portando al successo canzoni amate e cantate ancora oggi come “Sciummo”, “‘O ritratto e Nanninella”, “Suonno a Marechiaro” e “Vieneme nzuonno”. È primo nel 1962 con “Marechiaro Marechiar”o e nel 1966 con “Bella”, e avrebbe vinto anche il festival del 1960 con “Serenata a Mergellina”, se non si fosse ritirato clamorosamente all’ultimo momento, rifiutandosi di partecipare alla serata finale per una diatriba con Claudio Villa e gli organizzatori. Intorno agli anni ’60 Bruni tenne concerti in tutto il mondo, dall’America alla Russia, pur accettando solo una piccola parte delle proposte che gli furono offerte. Fra il 1980 ed il 1990 realizzò un’antologia della canzone napoletana che conteneva canzoni dal ‘500 in poi ed alcune di quelle di sua composizione. Alla fine, resteranno i suoi più grandi successi: “La Voce del Mare”, “Carmela”, “Na’ Bruna”. Il suo stile era fondato su una vocalità particolare ed affinata attraverso uno studio continuo negli anni, ed ancora oggi è un modello molto imitato per l’essenzialità ed il temperamento drammatico. Quando venne a mancare, commosso, Nino D’Angelo commentò: “Era come Sinatra per la canzone americana, come Gilbert Becaud per quella francese, uno di un altro livello, e noi con lui non ci possiamo paragonare”. Un personaggio partenopeo insomma, del livello di Totò e di Eduardo de Filippo, uno di quelli che non hanno eredi, in parole povere, un grande napoletano. Ricoverato da alcuni giorni al Santo Spirito di Roma per problemi respiratori, Sergio Bruni morì il 22 giugno 2003, all’età di 83 anni, lasciando un grande vuoto.