Il grande cantante napoletano Aurelio Fierro, che fin da bambino diede testimonianze di possedere buone doti canore, nacque a Montella in provinicia di Avellino il 13 Settembre del 1923 e dal suo paese di origine si trasferì a Napoli, dove si laureò in ingegneria meccanica anche se continuò ad esibirsi, per hobby, nei posti classici della canzone napoletana. Nel 1951 vinse un concorso di Voci Nuove classificandosi primo su 600 concorrenti, cosa che gli fece firmare un contratto con la Durium, con la quale poi incise un certo numero di canzoni napoletane ed italiane. Nel 1952 vinse il primo Festival di Castellammare di Stabia, cosa che lo spinse a lasciare la professione di ingegnere per potersi dedicare unicamente alla musica. Il suo primo grande successo fu “Scapricciatiello”, poi venne la celebre “Lazzarella” scritta da Domenico Modugno, si impose poi come nuovo Re della canzone napoletana allegra e scanzonata, capace di dare intonazioni umoristiche anche a composizioni tutt’altro che liete. Fu un periodo ricco di continui successi, anche all’estero dove fece un certo numero di tournées, interpretò poi diversi film musicali, ma anche commedie e melodrammi, in cui appariva anche in ruoli secondari. Negli anni 70 decise di abbandonare la carriera di cantante professionista per dedicarsi alla politica ed allo studio del dialetto napoletano senza, tuttavia, rinunciare ad esibirsi occasionalmente. Nel 1996 venne richiamato sul set cinematografico dal regista Nichetti, che gli fece interpretare, nel film “Luna e l’altra”, il ruolo del padre della protagonista. L’apparizione risultò talmente efficace che sembrò potergli aprire le porte per una nuova carriera come caratterista. Fierro negli anni precedenti partecipò sia a 4 edizioni del Festival di Sanremo, nel 1958 con “Timida Serenata”, nel 1959 con “Lì per lì”, nel 1961 con “Tu con me” e nel 1962 con “Cipria di Sole” che a numerose edizioni del Festival della Canzone Napoletana, vincendo nel 1956 con “Guaglione”, nel 1958 con “Vurria”, nel 1961 con “Tu si’ ‘a malincunia”, nel 1965 con “Serenata all’acqua ‘e mare” ed infine nel 1969 con “Preghiera a ‘na mamma”. La sua canzone “Guaglione”, che lo rese popolarissimo anche nei paesi dell’Europa dell’Est ed in Giappone, fu tradotta in diverse lingue anche grazie alle numerose tournée che il cantante compì in USA e Canada a beneficio delle colonie di immigrati italiani alla fine degli anni 50. Uno dei suoi ultimi successi, famosissimo anche all’estero e sempre presentato ad un Festival di Napoli in coppia con Giorgio Gaber, fu “’A Pizza”. SI mise in evidenza anche come discografico, fondò difatti e diresse la casa discografica King e a Napoli aprì addirittura un fortunato ristorante, ’A Canzuncella, gestito dalla moglie Marisa e dai figli Fabrizio e Flavio. Studioso della cultura e delle tradizioni napoletane, sperò di riuscire a fondare a Napoli un Museo della Canzone Napoletana con annesso piccolo teatro per i turisti, ma non riuscì a concretizzare il suo progetto. Riuscì invece a pubblicare una Grammatica della Lingua napoletana ed un libro di Fiabe e Leggende partenopee. Recitò anche con attori del calibro di Tina Pica, Pupella Maggio, Nino Manfredi, Sylva Koscina e per tutti gli anni anni 90 fu impegnato nella stesura di una Enciclopedia storica della canzone in quattro volumi, che purtroppo non riuscì a dare alle stampe. Morì a Napoli l’11 Marzo del 2005 e, nel giorno del Trigesimo della sua morte, la moglie Marisa gli scrisse delle parole piene d’amore: “Hai saputo vivere il tuo successo e la tua gloria con profonda umiltà, con spirito cristiano e solevi ripetere che Sant’Agostino diceva che chi canta, prega due volte e noi cantiamo e preghiamo insieme a te per un mondo migliore.” Aurelio rimarrà nella storia napoletana per sempre.