L’alloro è usato in tutto il mondo ed è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Lauraceae, è molto diffusa nelle zone dal clima temperato del mediterraneo e si presenta in forma arbustiva di varie dimensioni dopo la potatura ed arriva fino a 10 metri di altezza. È una pianta perenne, il fusto è eretto, la corteccia verde nerastra, le foglie sono ovali, lucide nella parte superiore ed opache in quella inferiore, di colore verde scuro brillante e, se tagliate, rilasciano un profumo molto gradevole. L’alloro porta fiori maschili e femminili su piante separate, l’unisessualità è dovuta a fenomeni evolutivi di aborto a partire da fiori inizialmente completi, in quelli femminili infatti sono presenti 2-4 staminoidi che sono residui di stami non funzionali. I fiori, di colore giallo chiaro, riuniti a formare una infiorescenza ad ombrello, compaiono a primavera ed i frutti sono drupe nere e lucide con un solo seme. In Italia l’alloro cresce spontaneamente nelle zone centro-meridionali e lungo le coste come succede in Campania, mentre nelle regioni settentrionali è quasi sempre coltivato. È una pianta rustica, cresce bene in tutti i terreni e può essere coltivato in qualsiasi tipo di orto, la moltiplicazione della pianta può avvenire per seme, grazie ai pollini, oppure per talea. Si utilizzano le foglie in cucina per aromatizzare carni e pesci, per insaporire stufati, brodi, marinate e minestre, per profumare intingoli, aromatizzare selvaggina e salumi e anche bevande e dolci. È un buon rimedio per allontanare le tarme dagli armadi, per preparare decotti rinfrescanti e dalle qualità digestive, o trattarle con l’alcool per ricavarne un profumato e aromatico liquore dalle proprietà digestive, stimolanti, antisettiche, oltre ad essere un ottimo anti catarrale utile contro tosse e bronchite. Veniva anche utilizzato per preservare libri e pergamene e per preparare le classiche corone d’alloro difatti, nella mitologia greco-romana era una pianta sacra e simboleggiava la sapienza e la gloria, una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei giochi Delfici e costituiva il massimo onore per un poeta che si laureava. Da qui l’accezione figurativa di simbolo della vittoria, della fama, del trionfo e dell’onore. Inoltre questa pianta era sacra ad Apollo poiché Dafne, la ninfa di cui il Dio si invaghì, chiese che fosse eliminata la causa dell’invaghimento di Apollo nei suoi confronti, e dunque le fu tolto l’aspetto umano venendo trasformata in alloro. Apollo a quel punto mise questa pianta nel suo giardino e giurò di portare una corona di alloro sul suo capo per sempre, e la stessa cosa fece fare ai Romani durante le sfilate in Campidoglio. Sarebbe stato proprio lui, secondo la mitologia, a rendere questo albero sempre verde. La pianta ha il fusto eretto e la corteccia verde e può assumere la forma di cespuglio, oppure quella conica ad albero e spesso viene usata per recintare giardini e terreni in maniera ornamentale. Il termine Laurus comprende numerose specie, ma quella più conosciuta e più apprezzata è il nobilis. Se si miscelano le foglie all’olio, si può ottenere anche l’olio laurinato, che frizionato sulle parti interessate, serve per lenire gli spasmi reumatici o per facilitare la ripresa dell’uso delle articolazioni dopo ingessature o traumi di varia natura. Le bacche dell’alloro, piccoli frutti che assomigliano a minuscole ciliegie nere dai semi molto grossi, sono ancora più attive delle foglie in quanto contengono un olio ricchissimo di numerose sostanze medicamentose, e se si lasciano essiccare e polverizzare, prese nella dose di uno o due cucchiaini al giorno, sono un rimedio efficace contro l’influenza, i raffreddori, le malattie nervose, le paralisi, le debolezze di stomaco ed i gas intestinali. Quando si decide di fare il liquore, bisogna poi consumarlo abbastanza presto perché dopo circa un anno le foglie essiccate perdono il loro aroma.