Le cappesante, appartenenti alla famiglia dei pettinidi, sono molluschi bivalve muniti di una conchiglia quasi circolare, a forma di ventaglio, composta da 2 valve diseguali, una appiattita o leggermente concava, l’altra convessa. Ogni valva è provvista di 2 espansioni laterali chiamate orecchiette, grandi, triangolari, dalla superficie lievemente ondulata con circa 15 costole radiali che si irradiano dal punto in cui le 2 parti della conchiglia si uniscono. Le 2 valve sono tenute chiuse da un grosso muscolo adduttore che è variamente apprezzato, alcuni lo eliminano perché gommoso, altri mangiano solo quello, come nei paesi orientali. Il mantello porta un orlo di tentacoli provvisti di organi tattili ed olfattivi, la colorazione esterna della valva piatta è bruna o rossiccia, l’altra è biancastra ma può avere fascette brune o rosse, sono però frequenti anche esemplari con valva inferiore di color bianco o avorio, con venature appena brunastre. Le cappasante si nutrono filtrando il plancton e detriti, possono raggiungere circa 12 centimetri di diametro, anche se la taglia più frequente è di circa dieci. I pettinidi, per la bellezza delle loro conchiglie sono molto ricercati dai collezionisti ed il nome della famiglia deriva dalla forma a pettine dovuta alle costole radiali generalmente ben visibili sulla conchiglia. Questi molluschi possiedono moltissimi occhi e sono capaci di spostarsi velocemente, aprendo e chiudendo rapidamente le 2 valve. Le cappesante sono comunque comuni nei mari italiani, soprattutto in Alto Adriatico e vivono nei fondali sabbiosi e fangosi, tra i 25 ed i 100 metri di profondità. Gli individui giovani vivono ancorandosi al fondo attraverso dei filamenti, gli adulti vivono liberi sul fondo, si muovono spostandosi a scatti all’indietro e possono nuotare per lunghi tratti aprendo e chiudendo energicamente le valve per espellere con forza l’acqua. L’animale si poggia sul fondo con la valva inferiore, molto convessa, mentre la superiore è pianeggiante. Si pescano tutto l’anno, soprattutto nei mesi invernali, con attrezzi trainati sul fondo e reti a strascico, non vivono a lungo una volta fuori dall’acqua e spesso si trovano in commercio già morte e sono riconoscibili per avere le valve aperte che non si richiudono quando si toccano. La pesca delle cappesante è consentita solo per esemplari abbastanza grandi, è meglio non acquistare quelle inferiori ad 8 centimetri. Sta iniziando anche in Italia il loro allevamento che consiste nel prendere individui piccoli mantenendoli in mare sospesi a dei fili o dentro a cestini, con la possibilità di nutrirsi nello stesso modo e vivendo nelle stesse acque, mantenendo così lo stesso pregio. Le cappesante, denominate anche Conchiglie di San Giacomo o Coquilles Saint Jacques, sono particolarmente richieste nel periodo prima della riproduzione, in quanto hanno le gonadi piene e queste si riconoscono per avere 2 colori diversi, arancio corallino la parte femminile e bianco avorio quella maschile. È opportuno lavare bene questi frutti di mare quando si usano perché a volte contengono della sabbia, e per farli aprire rapidamente, bisogna immergerli in acqua bollente o esporli al vapore.