Il canestrello è un mollusco bivalve appartenente alla famiglia dei Pettinidi ed il nome deriva dalla forma a pettine dovuta alle coste radiali generalmente ben visibili sulla conchiglia. Questi molluschi, la cui carne è gustosa sia cruda che cotta, posseggono moltissimi occhi e sono capaci di spostarsi velocemente, aprendo e chiudendo rapidamente le due valve. La conchiglia del canestrello è tondeggiante e leggermente allungata, e le due espansioni laterali, dette orecchiette, sono ineguali, mentre quelle anteriori sono molto più grandi di quelle posteriori. Sulla superficie esterna vi sono evidenti striature a raggiera, esternamente il canestrello ha un colore arancio con chiazze chiare e raggiunge una dimensione massima di 8 centimetri, ma è più frequente di 5. Si alimenta filtrando l’acqua e trattenendo il plancton ed il materiale in sospensione e si distingue dalla cappasanta, Pecten jacobeus, per avere ambedue le valve convesse. Con il nome di canestrello si indica anche un altra specie, Chlamys opercularis, che gli somiglia e si differenzia solo per la forma delle costolature della conchiglia e per il colore, e vive nello stesso ambiente. Il canestrello è molto abbondante in Alto Adriatico dove forma grandi banchi, vive sui fondi detritici e coralligeni o sabbiosi a profondità maggiori di 10 metri. Viene pescato sui fondali fangosi e sabbiosi con reti a strascico, ramponi e draghe per molluschi. Questo mollusco muore rapidamente e spesso quando arriva in porto è già morto, per cui le due valve, quando si acquistano, sono aperte. I canestrelli si possono trovare sui mercati con la conchiglia in sacchetti di rete oppure già sgusciati in sacchetti di plastica chiusi, infatti in alcuni porti, ad esempio Chioggia, dove è attiva questa pesca, vi è la tradizione di sgusciare manualmente il canestrello, vendendo solo la polpa, pronta per essere cucinata. È importante assicurarsi della freschezza osservando sia l’aspetto del guscio che deve avere colori vivi, sia la data di produzione stampata sul sacchetto di rete. Quando c’è la sabbia, è opportuno lavare il canestrello ripetutamente in acqua corrente prima dell’utilizzo in cucina. Anche se è un frutto di mare tipico del mare Adriatico, grazie ai trasporti veloci, riesce ad arrivare sulle nostre tavole in Costiera Amalfitana abbastanza facilmente.