Il cannolicchio è un mollusco marino bivalve della famiglia dei solenidi, appartenente all’ordine dei veneroidi, che vive in posizione verticale infossato nella sabbia. Ne esistono 3 specie che hanno in comune la forma della conchiglia, che ricorda quella di un tubetto allungato con le valve dritte ed allungate che gli conferiscono una forma tubolare. Di norma è lungo sui 7 – 8 centimetri, anche se alcuni esemplari raggiungono la lunghezza di 15. Questi frutti di mare hanno una conchiglia liscia, poco solida, ecquivalve, tubiforme e tronca alle 2 estremità, e da quella superiore fuoriescono i sifoni riuniti, dall’estremità inferiore sporge invece il piede, che è l’organo di movimento. Scavano gallerie nella sabbia fino ad 1 metro di profondità, dove in caso di pericolo possono ritirarsi con l’aiuto del piede molto estensibile. Come tutti i molluschi bivalvi, il cannolicchio è un organismo filtratore, detto così proprio perché filtra attraverso un sifone enormi quantitativi di acqua da cui trattiene il nutrimento, per cui se la stessa è inquinata, probabilmente lo sarà anche il mollusco. La loro presenza in genere viene rivelata soltanto da 2 fori che disegnano nel sedimento una specie di 8 e altro non sono che le estremità dei sifoni. Dall’apertura opposta della conchiglia, invece, l’animale è in grado di far uscire un piede molto grande e robusto che costituisce la maggior parte di mollusco commestibile. Questa è la vera arma di difesa del cannolicchio, infatti quando si rende conto di trovarsi di fronte ad un’insidia, scende rapidamente con il piede nel sedimento tirandosi dietro la conchiglia e sembra addirittura che in pochi secondi il mollusco riesca a scendere di parecchi centimetri sotto lo strato sabbioso. I cannolicchi si possono pescare con turbosoffianti, le cannellare, in pratica una draga che penetra per circa 25 centimetri nel fondo e viene facilitato l’avanzamento dell’attrezzo da getti d’acqua a pressione, in modo da ridurre la resistenza. I molluschi vengono risucchiati ma sono pieni di sabbia per cui richiedono un’accurata pulizia prima del consumo. In Spagna è iniziato da pochi anni un allevamento che produce esemplari abbastanza grandi, mentre in Italia il prodotto disponibile è ancora totalmente pescato e, anche se più piccolo, è naturalmente più pregiato rispetto ai cannolicchi iberici. In pescheria si trovano prevalentemente vivi, ma per verificarne la freschezza basta toccare il piede, la formazione carnosa che esce dalla conchiglia, perché, se è vivo, dovrebbe ritirarlo prontamente. È un frutto di mare molto diffuso lungo le coste dell’Adriatico oltre che nel Tirreno e la riproduzione avviene nei mesi primaverili con fecondazione esterna. In pratica il maschio emette gli spermi, la femmina le uova, le larve per circa 10 giorni appartengono al plancton, quindi raggiungono il fondale dove si insediano.