Mozzarella in carrozza

Categoria Antipasto

INGREDIENTI per 4 persone

  • 16 Fette di pane casereccio
  • 800 Grammi di fior di latte
  • 4 Tuorli d'uova
  • 2 Decilitri di latte
  • 300 Grammi di farina
  • 1 Litro di olio di arachide
  • Sale fino quanto basta

Optional

  • 8 Alici salate
  • Un pizzico di pepe

PROCEDIMENTO

La mozzarella in carrozza è un baluardo della gastronomia napoletana che io propongo spesso ai clienti della Cala delle lampare, perché è veramente sfiziosa e particolare. Quando decido di prepararla prendo 16 fette di pane e con uno stampino le faccio rotonde, le passo poi nella farina e le divido in 8 coppie. In mezzo ad ogni 2 fette sistemo il fior di latte, meglio se di un paio di giorni, tagliato della stessa misura. Immergo i pezzi di pane con la mozzarella nel latte e poi li passo nelle uova che nel frattempo ho sbattuto insieme ad un poco di sale e ad un pizzico di pepe, che è comunque facoltativo. Intanto verso abbondante olio di arachide in una padella larga su fiamma vivace, aspetto qualche minuto per farlo diventare bollente e metto a friggere i pezzi di mozzarella il tempo che è necessario per farle diventare ben dorate. Le asciugo poi su di una tovaglia assorbente e sono pronte per essere gustate. Le alici salate sono facoltative per cui, se qualcuno le gradisce, si possono inserire a pezzetti fra il pane e il fior di latte prima di friggere. A chi decide di mangiare questa specialità napoletana, consiglio di abbinare una fresca birra artigianale come la Old Castle, prodotta con maestria dalla birreria B1080 di Battipaglia. Una birra scura appartenente alla famiglia delle Strong Dark Ale dalla gradazione alcolica sostenuta ma senza essere troppo pervasiva.

Curiosità

Gli ingredienti per preparare la mozzarella in carrozza sono sempre reperibili e quindi la si può preparare dovunque, in tutti i periodi dell’anno e in qualsiasi ora del giorno. Preferisco usare il fior di latte e non la mozzarella di bufala che è sicuramente più saporita ma troppo morbida per cui si corre il rischio che si possa sciogliere nella padella quando si frigge. La lingua napoletana presenta una sola voce, “muzzarella”, identica sia per indicare il prodotto ricavato dal latte di bufala sia quello ricavato da quello di vacca. La distinzione che noi facciamo fra le due tipologie è moderna, quando invece è nato questo piatto, il popolo chiamava tutto mozzarella, senza alcuna distinzione. Del resto nella parte meridionale della provincia di Napoli, costituita dai Monti Lattari e dalla Penisola Sorrentino-Amalfitana, la mozzarella è solo quella vaccina per cui sarebbe stato improponibile chiamare questo piatto "fior di latte in carrozza". A Napoli, soprattutto nelle zone popolari, vi sono tante friggitorie che da mattino a sera inoltrata vendono ai passanti stranieri e napoletani la mozzarella in carrozza fritta in grandi padelle. Tenendo presente che è comunque un piatto delicato, consiglio di mangiarla nei locali che rispettano l’igiene, se non la si riesce a preparare a casa. Per quanto riguarda il pane io uso quello raffermo al quale tolgo la crosta, ma sono adatte anche le fettine di pancarrè tagliate a triangoli o a rettangoli, più comode anche se meno saporite. La mozzarella è un prodotto agro alimentare ricco di calorie, tipico della Campania anche se reperibile in tante zone del Nord Italia, grazie ai moltissimi meridionali emigrati al nord che hanno aperto un ristorante o una trattoria e che cucinano quasi sempre piatti tipici campani.