Il basilico è una pianta erbacea e aromatica molto coltivata in Italia, è originaria dell’Asia e giunse in Europa alcuni secoli fa. Quello che siamo abituati a mangiare e vedere nell’orto è una pianta ibrida, il cui nome botanico è Ocymum basilicum genovese, a testimonianza della località in cui il suo utilizzo è più diffuso. Si tratta di una pianta perenne che teme il freddo e le temperature al di sotto dei 10 gradi centigradi che ne causano un rapido deperimento, ed è un ingrediente molto utilizzato nella cucina della Cala delle lampare. In Asia è un ingrediente fondamentale, si apprezzano varietà con aroma di liquirizia, di limone o maggiormente speziato, in Francia e in Grecia si preferisce il basilico cosiddetto a palla, a foglia minuta, esiste poi quello a foglia porpora o viola, con aroma pungente, e anche quello con alto contenuto di limonene nelle foglie, che dona loro un intenso profumo di limone. Tutte le piante sono comunque simili, di colore verde intenso, con foglie lanceolate, lisce, con venature ben visibili, i fusti sono sottili, eretti e non ramificati, e all’apice, verso la fine dell’estate, si produce una piccola spiga di fiori viola, a cui seguono i frutti legnosi, delle vere e proprie capsule contenenti i piccoli semi neri. Le sue foglie hanno un marcato profumo, che a seconda della varietà può essere più o meno dolce o pungente e il nome deriva dal latino medievale basilicum, con origine dal greco basilico, pianta regale, maestosa, da basileus che significa re. Alcune interpretazioni ritengono sia così chiamato perché usato per produrre profumi per il re o in riferimento all’utilizzo sacro delle antiche popolazioni Hindu, oppure, più semplicemente, per l’importanza regale conferita a questa pianta erbacea annuale, con foglie ovali, lanceolate, abbastanza lunghe. Il basilico è particolarmente profumato e gradevole se utilizzato fresco e aggiunto alle pietanze all’ultimo momento perché la cottura ne attenua velocemente il sapore fin quasi a neutralizzarlo. Insieme al formaggio, all’aglio e all’olio extra vergine di olive, è l’ingrediente base del pesto genovese, la famosissima salsa tipica della cucina ligure che oramai si usa preparare in tantissime altre località. È molto usato per le insalate estive, con i pomodori maturi, le zucchine, l’aglio, con alcuni frutti di mare, pesci, con le uova, il pollo, il coniglio, l’anatra, le zuppe, la pasta e nelle salse di pomodoro. Il suo olio essenziale è utilizzato per la preparazione di profumi e liquori e dalla distillazione della pianta fresca si ottiene un’essenza contenente eucaliptolo ed eugenolo. Come pianta medicinale, le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, stomachica e diuretica, antimicrobica, antinfiammatoria. Il basilico è utilizzato anche contro l’indigestione e come vermifugo, mentre come collutorio è indicato contro le infiammazioni del cavo orale e a volte l’olio ricavato con le sue foglie si utilizza per massaggiare le parti del corpo dolenti o colpite da reumatismi. Cresce bene quando il sole è abbondante e la temperatura abbastanza alta, come nel clima mediterraneo e soffre a temperature inferiori ai 10 gradi centigradi. È importante innaffiarlo frequentemente, ma necessita di un suolo ben drenato, in quanto i ristagni d’acqua sono dannosi per le sue radici. Si può coltivare anche in vaso ed il periodo di fioritura è tra giugno e settembre, le piante devono essere regolarmente cimate, asportando gli apici vegetativi ed i fiori, per consentire una crescita rigogliosa e per allungare il ciclo di vita, che termina con la produzione dei semi che possono essere riseminati l’anno successivo, sempre in primavera, nei mesi di marzo e aprile, in un clima temperato in serra o in vasi mantenuti ad una temperatura di circa 20 gradi. Il trapianto in piena terra si può fare quando per la temperatura esterna non c’è pericolo di gelate notturne, quindi tra aprile e maggio a seconda del clima locale e i mesi di luglio ed agosto sono i periodi migliori per la raccolta delle foglie, proprio perché ricche di profumo e sapore.